R-Women Donne Resistenti

31 MAGGIO – 14 GIUGNO

 

Opening 31 maggio ore 16.00 – 20.00

SALA MOSTRE DELLA REGIONE PIEMONTE
PIAZZA CASTELLO, 165 – 10122 TORINO

 

L’associazione culturale Sapori Reclusi e l’associazione culturale Ghost sono liete di presentare al pubblico la mostra “R-Women – donne resistenti”.
Ospitata presso la Sala Mostre della Regione Piemonte, in Piazza Castello 165, la mostra si inserisce nel palinsesto delle iniziative promosse da “Fo.To – Fotografi a Torino”, il progetto di promozione cittadina pensato per la valorizzazione di tutte le esperienze cittadine in ambito fotografico, in un percorso che si snoderà lungo tre mesi di programmazione condivisa.
L’esposizione sarà inaugurata il 31 maggio 2018 alle ore 16 e continuerà nel corso del pomeriggio alla presenza di alcuni ospiti istituzionali e non, che si confronteranno intorno al tema della libertà di espressione, in ambito giornalistico, artistico, civile.
Le foto rimarranno visibili fino al 14 giugno, in orario 16-20.

 

IL PROGETTO “R-WOMEN – DONNE RESISTENTI”

Essere donna è un gioco di continui compromessi e ridefinizione di equilibri. Lo è da sempre, ovunque, nonostante il dibattito venga relegato a temi e aree geografiche lontani. Da questa riflessione e dall’incontro avvenuto nel 2015 tra l’associazione Sapori Reclusi e la poetessa Azam Bahrami, rifugiata politica nel nostro Paese e attivista per i diritti delle donne, ha preso corpo l’idea di rilanciare il dibattito sulla condizione femminile nel mondo attraverso l’arte. Ne sono nati un progetto, R-Women, e una mostra fotografica omonima, che vede coinvolti nove artisti e artiste iraniani e italiani: ciascuno di essi, partendo dal proprio bagaglio artistico e dalla propria sensibilità, ha provato a rappresentare una delle possibili sfaccettature dell’essere donna oggi.
Le donne ritratte sono iraniane: alcune vivono nel loro Paese, altre sono emigrate oppure fuggite; sono madri, mogli, amiche; ma anche prostitute, e militari. Tutte descritte nella loro quotidianità, nella loro casa, nel loro lavoro, nelle loro passioni.
Ci sono le giovani combattenti del Komala Kamp, che nel Kurdistan Iracheno si sono battute insieme agli uomini per un futuro di libertà, ritratte da Babak Bordbar, fotografo in esilio in Francia.
E ci sono gli scatti di Mahdieh Mirhabibi, che ritraggono donne di diversi Paesi la cui vita è stata segnata da conflitti, genocidi, distruzione.
Ci sono le donne di Afshin Usefi, che sfidano la montagna attraverso l’arrampicata e le atlete delle nazionali femminili iraniane delle immagini di Maryam Majd, che mostrano come la sfida sportiva si accompagni a quella culturale in un Paese in cui anche l’abbigliamento può essere un problema, e in cui per partecipare alle gare internazionali serve il consenso di mariti e padri.
Ci sono le donne – mogli e madri – di Sajad Arvand, nato mentre il padre era al fronte per combattere nella guerra tra Iran e Iraq: ancora oggi esse ignorano la sorte di figli e mariti, vivendo un dolore muto che resta nelle case di chi non torna.
Ci sono le poesie di Azam Bahrami, ritratta per “R-Women” da Davide Dutto: negli scatti, Azam diventa il pretesto per parlare di altre donne, che sono state recluse nelle carceri persiane per le stesse ragioni che portarono lei stessa prima in prigione e poi a lasciare il suo Paese, prima di arrivare in Italia dove oggi vive.
E poi ci sono le prostitute di Azin Haghighi, costrette in un’illegalità che può portare alla pena di morte e che mostrano un argomento centrale e controverso per la cultura iraniana: il sesso.
Nelle immagini di Shiva Khoda Bakhsh ci sono invece le donne attrici di teatro, che vivono le limitazioni imposte dal governo all’espressione drammaturgica, ai contenuti espressi, all’abbigliamento, ai rapporti con l’altro sesso.
Infine, le immagini di Raha Askarizadeh, atti di denuncia verso il diritto assoluto dei padri nei confronti dei figli, un diritto che relega le madri al ruolo di baby sitter.
La mostra “R-Women – donne resistenti” è un omaggio alla complessità che caratterizza ogni essere umano, al di là di qualunque pregiudizio, e un invito a riflettere e a prendere parte.

INFO

Sapori Reclusi è un’associazione che raccoglie storie di uomini e donne nascosti agli occhi dei più offrendo uno spazio a storie di vite vissute ai margini. Il tramite usato per la narrazione è il cibo, come pretesto per entrare dove solitamente ci sono barriere fisiche e mentali, per mettere in luce realtà che vivono nell’ombra. La comunicazione resta il vero obiettivo ed è ciò che Sapori Reclusi s’impegna a fare attraverso progetti in carcere, mostre, cene di sensibilizzazione, mostre, pubblicazioni.

Ghost nasce a Torino come Associazione Culturale per dare sostenibilità al progetto editoriale Ghost Book che dal 2015 utilizza la fotografia come linguaggio per raccontare storie di donne, di uomini e di passioni. Ghost organizza eventi, workshop e mostre per creare e diffondere la cultura della fotografia.

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